Rimedio Tibetano all’ aglio
Mercoledì, 22 Febbraio, 2012
Nell’anno 1972 da una spedizione patrocinata dall’UNESCO, fra le rovine di un antico monastero tibetano, fu ritrovata la ricetta di un antico medicamento cinese a base di aglio scritta su tavolette di argilla e tradotta in diverse lingue nel 1976.
Studi hanno appurato che le tavolette ritrovate possano risalire anche a 5.000 anni a.C..
L’estratto di aglio serve a purificare l’organismo dai grassi e dai calcoli depositati, migliora il metabolismo e come risultato i vasi sanguigni diventano più elastici, diminuisce il peso del corpo portandolo al naturale, scioglie agenti sanguigni (trombi), migliora il diaframma miocardio e la miocardite, l’arteriosclerosi, l’ischemia, la sinusite, l’ipertensione, i disturbi cronici dei polmoni, aiuta nella tubercolosi, la trombosi al cervello.
Elimina alcuni mal di testa, aiuta inoltre la gastrite e le ulcere dello stomaco.
Sembra abbia effetto sui tumori, quelli interiori e quelli esteriori, come quelli che si sviluppano con la malattia del morbo di Basedow.
Si tagliano a pezzettini e si schiacciano con un mortaio 350 g di aglio (possibilmente da agricoltura biologica) dopo aver tolto il rivestimento dei bulbi.
Mettere la poltiglia ottenuta in una bottiglia e aggiungere a questo 300 g di alcool etilico da alimenti a 95° gradi.
Tappare ermeticamente e conservare la bottiglia per 10 giorni in luogo buio, fresco e ventilato.
All’undicesimo giorno filtrare attraverso il cotone o una tela bianca, spremendone il residuo.
Dopo tre giorni di macerazione, si può iniziare a prenderlo tenendo conto della scaletta seguente:
si consiglia di prendere le seguenti gocce con circa 50 g di succo di frutta o latte o altro (anche acqua) sempre prima dei pasti
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Si prosegue la somministrazione di 25 gocce al dì come l’11° giorno fino alla consumazione totale del prodotto.
Questa somministrazione non deve essere ripetuta per almeno 5 anni.
